Moda e stile negli anni 20

Eleganza e femminilità, ma senza curve!
Gli anni 20 rivelano una donna tutta nuova, mai vista prima: che siano le anglosassoni flapper, le francesi garçonne o le italiane maschiette non importa, purché non vengano messe in risalto le sinuosità femminili!

Ritmo, movimento e velocità, questa la società del dopo guerra che deve rialzarsi al più presto dalla devastazione appena subita, e la donna si adegua a perfezione alle caratteristiche richieste: jersey e rayon, seta e chiffon, con aggiunta di perline o di frange lunghe!
I vestiti vengono tagliati dritti e senza maniche, scompare il punto vita, viene marcata la linea del fianco e l’orlo sale fino al ginocchio.
I nuovi tagli geometrici e gli innovativi tessuti artificiali e sintetici venduti nei nascenti grandi magazzini mostrano una donna forte, sicura di se, meno debole e sempre più vogliosa di dimostrare la sua somiglianza con l’altro sesso (non dimentichiamo che i primi passi al diritto al voto femminile vengono mossi proprio in questi anni).
Tutto è studiato per una nuova libertà: quella di movimento!
Che sia in casa, nelle nascenti fabbriche, o negli innovativi locali jazz dove impazza il charleston, la donna degli anni 20 ha bisogno di potersi muovere liberamente, di camminare a passo svelto o di ballare tutta la notte!
Le scarpe, rigorosamente a tacco medio, sono funzionali a questo nuovo stile di vita: indispensabile il cinturino, che sia a T o alla caviglia, permette il movimento del piede in tutte le direzioni senza paura di fare la fine di cenerentola!
I capelli sempre più corti, a caschetto o nascosti dai cappelli a cloche, sono un segno di rivalsa nei confronti della vecchia moda austera che esigeva lunghe e soffici chiome costrette in chignon o acconciature raccolte.
Il trucco, forte e deciso, è volto a copiare quello delle nascenti dive del cinema: smokey eyes e rossetto rosso sono indispensabili per risaltare sulla pellicola in bianco e nero di quegli anni.
L’espressione descritta dalle linee nere che contornano gli occhi non è però quella frizzante e ammaliante che troveremo nei decenni successivi, sembra ancora pervasa ad un velo di tristezza e di amarezza che forse, nonostante la frenesia di questi anni ruggenti, il ricordo della guerra ha inevitabilmente lasciato dentro.

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