Viaggiando ne “La storia infinita”

«Basta fantasticare e affronta la realtà»

Quanti di voi hanno sognato di poter intraprendere le avventure del libro che stanno leggendo? Viaggiare e poter visitare posti incantati ispirati solo alla fantasia?
Ho scelto di mettere in evidenza quella citazione, perché a mio avviso è la chiave di lettura di questa pellicola.
Sono cresciuta con questo film ed è anche per questo motivo che ho scelto di parlarne oggi, per poterlo rivedere con occhi diversi, e devo confessarvi una cosa… Ho finalmente capito la morale!
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Ricordo che quando ero piccina mi incantavo davanti alla tv, ero completamente rapita dalle avventure di Atreyu.
Io ho sempre avuto un vizio, ossia associare un qualcosa ad un film, a volte un paio di scarpe (Il Mago di Oz), altre volte il cibo (La storia Infinita), quindi mi ricordo che quando guardavo questo film, ad un certo punto dovevo mangiare un panino, anche solo un morso ma dovevo farlo, entravo completamente in empatia con Bastian, il bambino che per tutta la durata del film (o quasi) è assorto nella lettura del libro.
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Ma veniamo al film, stiamo parlando del 1984, quando non esistevano effetti speciali e un fantasy era costruito con i mezzi che avevano a disposizione. Mi fa un effetto strano vedere questo film , e non posso non pensare a come sarebbe girato ora; sicuramente risulterebbe più credibile, ma all’epoca questo rappresentava un’evoluzione, e non vorrei mai e poi mai snaturare la semplicità con cui è stato girato con la tecnologia di oggi.
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Arrivare poi alla fine del film, con la lacrimuccia che scende e gli occhi spalancati dallo stupore, è una cosa meravigliosa. Rendersi veramente conto che finalmente hai capito il senso di tutte queste avventure, non ha euguali; per sopravvivere non bisogna mai smettere di sognare.
La difficoltà che Bastian prova alla fine del libro, quando tenta in tutti i modi di convincersi che deve rimanere con i piedi per terra (come gli aveva suggerito il padre quella mattina), e l’Imperatrice che lo supplica di credere in quello che sta leggendo, che la sua immaginazione è la chiave per salvare Fantàsia, ti tiene incollato allo schermo, con il cuore a mille e la speranza che tutto può succedere.

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La cosa strana è che per comprendere il significato di questo racconto, sono dovuta diventare grande, perché quando ero piccina era tutto così automatico, scontato quasi; capivo tutto e tutto mi sembrava meraviglioso.
Se ci rifletto ora mi sembra così triste, ma è anche un motivo in più per spronarmi a non smettere mai di sognare, di usare sempre la fantasia e che tutto è possibile sempre e dovunque.
Quindi, amici miei, usate la fantasia anche per uscire e andare a fare la spesa, non smettete mai di credere nei vostri sogni (anche se qualche volta possono sembrare irrealizzabili), per andare avanti ci vogliono progetti, e per fare progetti serve sempre un pizzico di immaginazione.
Se non siete ancora convinti delle mie parole allora non vi resta che guardare questo meraviglioso film, sono allora sarete sicuri al 100% che per sopravvivere non bisogna mai smettere di sognare!

F. Battaglia

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