Dante e Beatrice non hanno mai smesso di amarsi

Dante Alighieri è stato un genio ma anche e soprattutto un uomo innamorato. Beatrice una donna ammaliante, che non poteva essere liberamente amata da Dante perché già sposata. Siamo alla fine del 1200, ma la passione non ha epoca. Ecco allora che il teatro coglie l’opportunità di riproporre in una moderna chiave surreale, un classico dell’amore senza tempo: Dante e Beatrice.

Ma torniamo a Dante Alighieri. Il sommo poeta incontra Beatrice Portinari (detta Bice) per la prima volta in una festa in casa Portinari, a Firenze, il giorno in cui si festeggia l’arrivo della primavera, detto Calendimaggio.

L'incontro immaginario fra Dante e Beatrice (con il vestito bianco) di Henry Holiday

L’incontro immaginario fra Dante e Beatrice (con il vestito bianco) di Henry Holiday

Beatrice, figlia di un banchiere, si era imparentata con un’altra famiglia di grandi banchieri, i Bardi, andando in sposa ancora giovanissima, appena quindicenne, a Simone, detto Mone. Non si hanno certezze su cosa sia successo tra Dante e Beatrice, e sui dettagli dei loro incontri. Sappiamo però, grazie a Dante, la potenza del sentimento in lui generato. “Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo della luce quasi ad uno medesimo puncto quanto alla sua propria giratione, quando alli miei occhi apparve prima la gloriosa donna della mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice…

L’amore incompiuto tra Dante e Beatrice ha ispirato i drammaturghi di tutti i tempi, tra cui Shakespeare con “The tragedy of Romeo and Juliet“. Anche nel teatro moderno tale ispirazione non smette di insediare nella mente dei drammaturghi il seme della tragedia dettata da un amore tanto potente quanto incompiuto.

Io Dante e Beatrice
di Marco Cecili

Un tavolo, un uomo, un taccuino, una penna e un bicchiere di vino rosso. Stanchezza e rassegnazione in quell’ultimo tentativo di tirar fuori dalla penna una poesia.
Tale è l’atmosfera che accoglie il pubblico in sala; la stessa atmosfera che regna nell’animo di Dante, giovane poeta in cerca di ispirazione. Il ragazzo frequenta sempre il solito locale, beve sempre il solito bicchiere di vino rosso. Conosce, apparentemente per sbaglio, Beatrice, avventrice del locale, la quale aspetta ogni sera la sua amica, Beatrice. I tre sembrano già conoscersi, ma ogni tentativo di far luce sui loro deja vù li riporterà ogni volta all’inizio dello spettacolo. Vivranno questa condizione di limbo finché non scopriranno la verità su chi sono e come sono finiti lì, in attesa di capire se il loro amore sarà più forte del caldo inferno o del dolce paradiso.

Una commedia surreale dai risvolti ironici e a tratti drammatici, in cui la recitazione s’intreccia con la performance fisica degli attori, cercando di spingersi verso la più profonda sperimentazione emotiva.

 

Compagnia Quattretresette al Festival Accenni di Contemporaneo, 2 agosto 2015 Civitella (VT) @foto di Chiara Calenca

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