La Grande Distr..uzione: La Sacra Domenica dei seggiolini

Avevamo tutti un nonno che ci raccontava delle Sacre Domeniche trascorse in famiglia. Il mio raccontava delle abbuffate di tarli che ci facevamo con i miei quando eravamo piccoli, io e mia sorella. I lunghi baffi bianchi che mio nonno non aveva, ma ch’io ho sempre sperato avesse il mio nonno ideale, danzavano a destra e a sinistra durante quell’intimo racconto.

“Tuo padre, ricordo, era quello che la Sacra Domenica mattina si svegliava presto, prima degli altri; preparava la colazione per tutti, tarli e segatura, poi andava a rifarsi lo smalto sulle zampe per non far invecchiare precocemente il legno…era un seggiolino previdente e amava tanto la sua famiglia.”

“Nonno anche io un giorno avrò una famiglia.”

“Certo amore che l’avrai. Ne puoi star certo.”

E la ebbi. Ma il mondo cambiò vorticosamente rispetto al mondo che visse mio nonno. Ricordo come ieri il giorno in cui mi confidò quelle sue ultime parole prima di finire nella Fabbrica del Riciclo Legnami Alcolici: trova una buona seggiolina tutta per te e non sprecare neanche un secondo senza lei; crea tanti piccoli seggiolini e racconta al mondo il tuo amore… Con ogni probabilità negli anni la mia fantasia inventò quest’ultime parole, ma grosso modo i suoi occhi pensarono questo prima di spegnersi.

Povero vecchio seggiolino, quanti sacrifici aveva fatto. Se avesse saputo che suo nipote, ora, viveva in un mondo in cui non contava più l’estro, la fantasia, la voglia di fare…

Io e la mia seggiolina, oggi, la Sacra Domenica la passiamo lontani. Ciascuno di noi due insieme ad altri milioni di seggiolini che non conosciamo. Nessuno di loro appartiene alla mia famiglia e ciò mi rende triste. Si perché so benissimo che un giorno i miei cari li vedrò finire alla Fabbrica del Riciclo Legnami Ammaccati o Invecchiati, e con loro avrò passato meno della metà del tempo della mia vita che mio nonno passò con me.

Lo vorrei spiegare qui, su questa rubrica, affinché mio nonno in qualche modo possa saperlo. Dunque, funziona così: oggi circa il 49% dei seggiolini creati da Nostra Signora Madre Natura passa la maggior parte del proprio tempo a far accomodare il sabato ma soprattutto e scandalosamente la Sacra Domenica l’altro 49% dei seggiolini creati, sempre da Nostra Signora, per passare il proprio tempo, dal lunedì al venerdì, a far in modo che il 2% dei seggiolini creati da Nostra Signora Madre Natura possa essere il più ricco e libero possibile.

La cosa più geniale è questa: non so come hanno fatto, ma quel 2% è riuscito ad inventarsi il Rivoluzionario Meccanismo Matematico e Combinatorio (quando lo sentii nominare per la prima volta in tv rimasi sconcertato) che riesce a non far combaciare mai gli orari dei seggiolini del primo 49%, parenti dei seggiolini del secondo 49%. In questo modo, dicevano sempre alla tv, nessun seggiolino incontra mai il proprio amato.

E’ complicato lo so. Faccio ancora io fatica ad accettarlo, però spero sempre che un giorno qualcuno che rientra in quel fortunato 2% possa cambiare idea, possa pensare un po’ a noi, possa inventarsi il modo di riportare quel 98% dei seggiolini a godersi i propri cari, con sacrificio, estro e fantasia. Proprio come ebbe modo di vivere mio nonno.

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