L’odore del neon 9: Libertà

Il cielo è limpido. Il freddo pungente.

Sono le 7.00 e il Bosco di Neon è ancora addormentato. Qualche Castoro tenta di affacciarsi, ma pigro e affamato, torna nel caldo rifugio a masticare foglie al caffè.

Un paio di Cricetine sostano, insieme al Totem, sotto il grande Cancello del Passeggiante, l’ingresso del bosco. Qualcuna di loro, infine, abbandona, dirigendosi verso la propria tana.

Del Passeggiante nessuna traccia.

Nessun merlo strilla.

A tratti si notano passeggiatori mattutini avvicinarsi al Bosco, ma del Passeggiante del martedì mattina non v’è traccia.

Il freddo avanza crudele nelle ossa dei passeggiatori abbandonati fuori dal bosco.

Il Superallineatore è impavido nella scelta di voler entrare comunque nel bosco, anche senza le chiavi del Passeggiante. Qualche Castoro lo segue.

Senza i merli che strillano, il palazzo non riesce ad influenzare il bosco.

Libertà è arrivata.

– Cosa facciamo Signore? – chiede il Totem tremolante dal freddo.

– Entriamo. –

– Ma i merli, le cornacchie e le civette impazziranno! – protesta il Totem insolente.

– Non è affar tuo! –

Un Castoro si avvicina. Intimorito dalla presenza del Superallineatore, sussurra un flebile accenno di dubbio.

– Ma potrebbero morire! –

Il Superallineatore ride pazzia dai denti.

– Se Libertà non permetterà ai nostri passeggiatori di essere soddisfatti, allora si che moriremo tutti! –

– Ho paura. – ansima il Castoro al Totem.

– Non ti preoccupare…di che Fratta sei tu? –

– Violette e Margherite. –

– Cavolo, fai bene allora ad aver paura…in particolare cosa allinei tu? –

– Violette. Perché? –

Il Totem sorride maligno. Il Castoro si distrae raccogliendo una margherita abbandonata proprio sotto il Cancello del Passeggiante. Il suo stato d’Inferiore non gli permette neanche di soffrire troppo.

Un passo in avanti, poi un tuono di civetta impazzita.

Poi silenzio. E paura.

Un rametto scricchiola gelato sotto i piedi del Totem, il buio del bosco addormentato inquieta il Castoro delle Violette.

Sono le 8.00.

Il Passeggiante del martedì mattina si sveglia con calma: nella sua soffice foglia di acero gigante sorseggia bacche di mirtillo e orzo, mentre la sua amata Norvegese delle Foreste distende pigra le morbide zampe tra quelle del custode ribelle. Oggi il Passeggiante non avrebbe aperto il bosco, perché aveva cambiato il giorno col Passeggiante del mercoledì, il quale a sua volta non avrebbe aperto il bosco, perché lui è di mercoledì.

E Libertà fu.

Il Grande Folletto dorme ancora. Sogna di diventare il nuovo ominide, uccidendo l’attuale, dimostrando al Presuperiore la sua capacità di rinascere dalle ceneri dell’incendio appiccato dalle Fate. Libertà doveva uccidere ancora.

– Signore, dovremmo girare a destra, ora. –

– No, continuiamo ancora. –

– Ma è troppo buio, non c’è sole! –

Una cornacchia accenna ad uno strillo. Poi una civetta tenta di cantare. Due merli inseguono il proprio flebile canto fischiandosi a vicenda.

– Che succede? –

– L’avevo detto io che senza le chiavi del Passeggiante sarebbe stato una follia entrare! –

Il Totem è stufo di rischiare la vita per gli altri.

Il Superallineatore non demorde.

– State calmi, stanno ancora dormendo, non abbiate timore di loro! –

– No ma del Caos Primordiale si! – esclama il Totem.

–  Se si svegliano? – chiede il Castoro delle Violette.

– Allora sarà meglio che corri. – risponde il Totem, al limite della propria capacità di contenere pazienza.

I Totem hanno tutti un difetto di fabbrica: accumulano tutto, ma non hanno la spia che segnala il pieno e rischiano la vita.

– Molti passeggiatori si stanno affollando intorno al bosco, non possiamo farli attendere ancora! – Il Superallineatore è vicino alla morte.

Il Totem scoppia. Un boato di schegge di legno colorato e laceri di mantello nero invadono l’odore del Bosco di Neon uccidendo il piccolo Castoro delle Violette.

Il bosco si sveglia senza sole. È il Caos Primordiale.

Tutto strilla, canta, urla, strazia.

Gli alberi delle diciotto Fratte si chiudono tra loro formando un guscio di tartaruga inespugnabile. All’interno, il Superallineatore usa il corpo inerme del Castoro delle Violette per tranciare le Fratte in cerca di salvezza. Alla prima Pigna Calata, il Superallineatore precipita sulle ginocchia, in lacrime. È contro la sua natura disallineare: i passeggiatori del domani non avrebbero trovato la Fratta della Resina allineata, ed egli sarebbe morto comunque.

Tanto valeva soddisfarli ancora.

Il Servizio Passeggiatori l’avrebbe ricordato per sempre con una Nocchia al Valore nella bacheca personale del Presuperiore.

CONTINUA A LEGGERE I RACCONTI DE L’ODORE DEL NEON.

Annunci

Un pensiero su “L’odore del neon 9: Libertà

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...