L’odore del neon 1: il passeggiatore furbo

Il Bosco di Neon era diviso in diciotto Fratte, ognuna della quali aveva, in media, due o tre Castori, ciascuno di loro presissimo dalla cura della propria Fratta. La Fratta più grande, quella più invasa dai passeggiatori, era quella chiamata Barriera delle Fratte, popolata da angeliche Cricetine, intente a salutare i passeggiatori giunti al termine della loro passeggiata.

Oggi più che mai, le luci del neon s’intrecciano come la lana di uno sbiadito maglione da donna. I rumori del sottobosco si confondono con quelli dei passeggiatori che smaniano al pensiero di dover fare tre minuti di fila in Barriera. I frutti invernali sbadigliano, stufi di non essere toccati neanche un po’ dai passeggiatori occasionali che affollano il Bosco di Neon in un insolito novembre primaverile.

Ad un tratto, un passeggiatore urla.

– Ti ho già detto che non lo trovo, è inutile che continui a chiedermelo! –

E l’altro.

– Stia calmo. Devo chiamare il Passeggiante e chiedere cosa vuole fare. –

– E chiamalo pure! Non mi interessa…ma tu guarda per un paio di ghiande da ginnastica che mi tocca fare… –

Un merlo strilla.

Il Passeggiante si avvicina, mentre agita freneticamente le chiavi del bosco. Ancora uno strillo, ancora lo stesso merlo.

– Un attimo – dice il Passeggiante con aria intensa, puntando il dito in segno di pazienza verso il Totem che lo aveva chiamato. Azzittito il merlo, il Totem inizia a cantare.

– Stava uscendo dal bosco con queste ghiande e non ha lo spirulino. –

– E’ grave! Senza spirulino… – dice il Passeggiante, con aria severa, mentre osserva lo sventurato passeggiatore.

– Si va bene, ma…almeno per stavolta potresti chiudere un occhio no? –

– Chiudere un occhio? – il Passeggiante ha già perso la pazienza e il merlo ha ricominciato a strillare. – Un attimo… – sempre col dito puntato.

– Prova a dirglielo dai! Ho una famiglia affamata e ho appena perso il lavoro da sgusciatore di lumache che facevo da dieci anni. –

Il Totem lo ignora: è in ansia perché l’area del bosco da lui presieduta è rimasta scoperta per via di quel fatto.

Il Passeggiante ritorna.

– Allora? – chiede il passeggiatore, ora con un pizzico di timore verso quell’impettito capo del bosco.

– Dove ti hanno fermato? – Il tono del Passeggiante è impaziente e contrito.

– Stavo fuori al bosco…-

– Abbiamo avuto un abboccamento da una Cricetina per fortuna. – interviene il Totem.

Il merlo strilla ancora.

– Ehm, signor Passeggiante, potrebbe risolvere la questione in fretta? Ho lasciato scoperta la mia zona… –

Il merlo continua a strillare, sembra inferocito. Il Passeggiante non perde la pazienza e risponde al Totem.

– Certo, la risolviamo subito… un attimo solo che… –

– Fermo! – L’urlo del Totem è udito fino alla Fratta più lontana. Il merlo non strilla più.

Il passeggiatore era fuggito via, lasciando lì, ai piedi di uno sbigottito Passeggiante, le preziose ghiande da ginnastica.

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