Quando l’Arte scolpiva Dante Alighieri: Auguste Rodin

Il 12 novembre 1840, centosettantadue anni fa, nasceva lo scultore francese Auguste Rodin. Oggi ci piace ricordare tre delle sue opere – a nostro avviso – più emozionanti e rappresentative dell’immenso universo filosofico che ha legato l’artista al grande poeta Dante Alighieri.

La porta dell’inferno

Rodin impiegò trent’anni, fino alla sua morte, per scolpire questo portale monumentale, senza poi riuscire a completarlo del tutto. Alta più di sei metri, la porta è ricoperta di bassorilievi ispirati all’inferno dantesco. Al momento dell’assegnazione del lavoro, il tema richiesto era libero e Rodin ne approfittò per “incidere” a vita la viscerale passione per Dante Alighieri:

“Dante non è solamente un visionario e uno scrittore; è anche uno scultore. La sua espressione è lapidaria, nel senso buono del termine. Quando descrive un personaggio, lo rappresenta solidamente tramite gesti e pose. Ho vissuto un intero anno con Dante, vivendo di nulla se non di lui e con lui, disegnando gli otto cerchi dell’inferno…” Rodin. (Les funambules de l’affection: Maîtres et disciples, Università Blaise Pascal, 2009)

La Porta dell’Inferno (1880-1917) Bronzo 635x400x100 Musée Rodin, Parigi

Il bacio

Inizialmente intitolata Francesca da Rimini, l’opera raffigura l’unione tra Paolo e Francesca, narrata nel V Canto dell’Inferno della commedia dantesca, e per questo doveva essere inserita nel battente sinistro della porta dell’inferno. Secondo alcuni, la giovane studentessa di disegno Camille Claudel, divenuta poi amante di Rodin, è stata ritratta nella figura di Francesca.

Il bacio (1888-1889) Marmo 181,5×112,3×117 Musée Rodin, Parigi

Il pensatore

L’opera, oggi conservata nel museo che porta il nome del suo creatore a Parigi, rappresenta un uomo (nell’idea di Rodin, Dante Alighieri) intento ad una profonda meditazione. Inizialmente chiamata ”Il poeta”, la scultura doveva raffigurare Dante davanti la porta dell’inferno, meditando sulla sua grande opera, la Divina Commedia.
La statua è nuda, poiché Rodin voleva una figura eroica di stampo michelangiolesco, per rappresentare insieme intelletto e poesia.

Posto in cima ad una roccia, in solitaria meditazione, Dante guarda in basso verso il terribile, tragico mondo dei dannati. Nel giro di pochi anni, la figura di Dante si trasforma in una nuova immagine simbolica, più universale:  il sommo poeta diventa un Pensatore moderno, un essere umano, nudo, che medita sul suo destino e prende matura consapevolezza dei dolori che lo attendono.

Il Pensatore (1881-1882) Bronzo 184×107 Musée Rodin, Parigi

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