Millie Brown: quando vomitare diventa arte!

Millie Brown sarebbe stata un’artista praticamente sconosciuta se non avesse vomitato latte color azzurro sul candido vestito di Lady Gaga nel video di “Exorcist Interlude”.

Ribattezzata “Vomit Painter”, Millie Brown è una delle figure più rappresentative della nuova tendenza ad estremizzare l’arte contemporanea: per creare le sue opere d’arte l’artista, a stomaco vuoto, beve un’enorme quantità di latte colorato – con sostanze non nocive – per poi vomitarlo “magistralmente ad arte”, ad intervalli studiati, su tele bianche.

Non è una cosa indolore, ma dopo varie volte che questa procedura viene ripetuta, l’operazione diventa normale e la sofferenza scompare quasi del tutto”. Dichiara Millie.

Ovviamente, Millie Brown è già amata dagli “esperti d’arte” in quanto riesce, addirittura, a legare la sua originale performance su tela con accompagnamenti musicali: la sua ultima creazione, “Nexus Vomitus”, viene stimata oltre 2.400 dollari…Molti si staranno, sicuramente, chiedendo perché non sono stati reattivi nel porre sotto i propri piedi una tela bianca, anziché il water del bagno, in certi momenti…

Nexus Vomitus

Molti commentatori, addetti ai lavori o esperti (che poi, nessuno ha mai capito da chi sono composte queste tre inutili categorie!), la definiscono “spazzatura” o, in alcuni casi, “un grande genio contemporaneo”. Di certo, a parer nostro, se non rivede presto il proprio modo di fare arte (e quindi lo stile di vita), i suoi quadri varranno probabilmente sempre di più…

Una curiosità: in India (Kerala) vive Ani K, un artista unico nel suo genere perchè, per dipingere i suoi quadri, non usa il pennello, bensì la lingua. L’uomo, di professione, è insegnante di pittura in una scuola e l’idea gli sarebbe venuta osservando un altro artista che dipingeva con i piedi.

In principio ha iniziato a soffrire di mal di testa, problemi cutanei e nausee, dovuti alle sostanze chimiche contenute nella vernice, dichiarando di essere divenuto, col tempo, immune agli effetti collaterali. Oggi esegue un quadro in meno tre giorni.

Che dire: chissà quale meravigliosa opera d’arte contemporanea potrebbero partorire i due artisti in caso di collaborazione congiunta. L’unica domanda – che sorge spontanea – è: Ani-k modellerebbe le forme appena create da Millie Brown senza, poi, farle concorrenza?

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